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L’arte della bella tavola al Castello di Pralormo

Siete mai stati al Castello di Pralormo in provincia di Torino, tra la zona del Roero e delle Langhe, magari in occasione del famosissimo Messer Tulipano che si svolge ogni anno da fine Marzo ai primi di Maggio?
A partire dal prossimo fine settimana, ovvero dal 14 ottobre fino al 25 novembre, proprio al Castello, ci saranno una serie di interessantissimi appuntamenti assolutamente da non perdere.
Vediamo nel dettaglio.
Il tema principale su cui tutto ruoterà sarà proprio l’arte della bella tavola dove porcellane, argenti e cristalli saranno protagonisti di straordinarie tavole, collezioni di menu e ricettari di famiglia.
Per la prima volta oggetti, documenti, diari e libri ritrovati in armadi, credenze e bauli del Castello sveleranno i segreti della convivialità e dell’accoglienza degli ospiti, usanze, aneddoti e curiosità a proposito di golosità che sono certa vi faranno immergere in atmosfere suggestive ed evocative di incontri di famiglia, ma anche di pranzi formali durante i quali antenati illustri con ospiti importanti sicuramente avranno deciso i destini delle nazioni.

Nel percorso di visita verrà raccontato ciò che accadeva dal XVIII al XX secolo, non solo nei saloni ma anche nelle stanze delle porcellane, dove gli armadi custodiscono ancora oggi argenteria e servizi di piatti, bicchieri e posate, e nelle grandiose cucine, con un’importante dotazione di lucidissime pentole di rame per ogni tipo di cottura, alcune ghiacciaie, attrezzature per sorbetti e gelati, e l’angolo del pasticcere, con tanti strumenti curiosi e precursori di quelli utilizzati dagli chef di oggi.
Tutto questo a volte era portato in dote dalle spose e poi tramandato di generazione in generazione.

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I veri protagonisti delle tavole saranno comunque soprattutto i piatti, che tematizzeranno ogni tavola e che testimonieranno anche l’internazionalità delle famiglie aristocratiche: servizi di Meissen dalla Germania, Gien e Limoges dalla Francia, Wedgwood dall’Inghilterra, porcellane di Vienna dall’Austria, ma anche pregiate porcellane e lacche provenienti dall’Oriente che venivano portate dai piemontesi produttori di seta di ritorno dai viaggi che svolgevano alla ricerca dei semi-bachi da seta.

Ogni tavola sarà illustrata nel dettaglio e corredata da aneddoti, ad esempio si racconta che per i vini si usava registrare in un quaderno le preferenze di ogni ospite abituale per fargli trovare a tavola il vino preferito, non tenendo alcun conto dell’abbinamento cibo-vino; interessante anche l’uso di “refrigerare” i bicchieri appoggiandoli dentro i rinfrescatoi pieni di ghiaccio.
Infatti non usava assolutamente mettere il ghiaccio nei bicchieri, sia per non alterare la bevanda, ma anche perchè il ghiaccio si prendeva nei laghetti del parco in inverno per conservarlo nelle “ghiacciaie” (locali sotterranei dove durava fino a inizio estate), e quindi non era così pulito.
Oltre alle tavole saranno esposti cristalli, con vari tipi di bicchieri per i diversi tipi di vini e liquori, e si potrà ammirare la curiosa evoluzione delle forme dei bicchieri, in particolare del bicchiere da champagne da coppa a semi-coppa e infine a flute.
Inoltre argenterie, come un servizio che documenta i piatti “di portata”, servizi da té, l’evoluzione dei vassoi, e posaterie anche particolari, con la spiegazione dell’utilizzo, ma anche del lavoro dei raffinati incisori.
All’argenteria era dedicato un armadio speciale e una cura particolare nella lucidatura ed è sempre stata considerata simbolo di prestigio e quindi esposta in evidenza in tutta la sua bellezza.
In particolare sulla tavola dedicata alle “nozze d’oro” si può ammirare un servizio di “vermeille” (argento dorato), che veniva e viene usato solo nelle grandi occasioni. Anche l’utilizzo delle posate è ben illustrato, quasi ogni cibo aveva la posata dedicata, come ogni salsa aveva la propria salsiera… ecco quindi salsiere, saliere e oliere, insieme a tutto ciò che faceva e fa parte dell’allestimento di tavola, una vera arte raffinata.
Sarà un percorso interessante che si concluderà con un allestimento nelle stanze dove ancora oggi i proprietari del Castello, i Conti Beraudo di Pralormo, ricevono i loro ospiti.

Alla visita all’interno del Castello si affianca inoltre un nuovo percorso, “Il parco goloso”: una passeggiata alla scoperta di curiosità attinenti al cibo, tra allestimenti in tema, ricette dedicate agli alberi, agli arbusti e ai fiori del parco e la serra delle orchidee con una collezione di peperoncini e erbe aromatiche.
Infine una SECONDA SEZIONE è allestita nell’Orangerie, spazio nel parco dove si ritiravano gli agrumi durante l’inverno:
“Il gusto della pubblicità – manifesti da una collezione torinese” Manifesti, locandine, cartoncini, oggetti e scatole in latta.

Il percorso si articola in quattro argomenti, dedicati alle attrezzature e alle cucine d’antan, al cioccolato, ai vini spumanti e al vermouth.
La selezione si focalizza in particolare sui prodotti dei marchi del territorio torinese e piemontese: accanto alle storiche aziende tuttora esistenti, emerge la produzione sia di piccoli marchi artigianali i cui nomi sono oggi scomparsi, ma anche di grandi azienda tutt’ora attive. L’arco cronologico coperto dai pezzi esposti si snoda dagli ultimi anni dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento; l’esposizione si articola in una galleria di immagini che differiscono sia per lo stile pittorico, proprio di ogni periodo e peculiare per ciascun cartellonista, che per il diverso uso dei caratteri grafici e degli slogan pubblicitari nel corso del tempo. Il viaggio attraverso l’evoluzione del gusto grafico e dei linguaggi pubblicitari è una preziosa testimonianza della storia di celebri marchi che hanno affidato la diffusione dei propri prodotti al veicolo della cartellonistica pubblicitaria e alla mano dei più famosi illustratori del tempo. I pezzi esposti sono una selezione proveniente da una collezione di famiglia, ricca raccolta torinese nata dall’interesse per la grafica di Elvio Soleri (1944-2015) attraverso quarant’anni di appassionate ricerche: manifesti pubblicitari, cartoncini, locandine, scatole in latta, dépliant turistici, cartoline illustrate, bozzetti originali, figurini di moda, stampe non pubblicitarie, riviste d’epoca, oggetti pubblicitari, tabelle in latta, trofei e statuette a soggetto sportivo.

A completamento della visita è proposto anche un interessante programma di eventi collaterali dal titolo “AFFARI DI TAVOLA, DI PALATO, DI CUCINA…” dedicati sia ai bambini, come l’attività “Il cuoco pasticcione: ricerca delle pentole che ha perso nel bosco e concerto finale con ‘batteria’ da cucina” e il laboratorio “Cosa mangiano gli uccellini: torte per le cinciallegre”; ma anche agli adulti, con conversazioni sulle piante e i fiori commestibili, sulla cucina sana e sul come far bene la spesa per cucinare in modo consapevole, parte che avrò il piacere si seguire e realizzare in prima persona io durante il pomeriggio del 21 ottobre, su due orari differenti, esecuzione di ricette, come ad esempio antiche ricette della tradizione biellese, ecc.

Insomma direi che c’è un po’ di tutto per tutti i gusti, tutti gli argomenti sono senza dubbio molto interessanti e particolari e anche capaci di regalarci un momento di cultura, in un ambiente raffinato e d’altri tempi all’interno di un clima conviviale e ospitale dove persino le famiglie con bambini possono passare alcune ore piacevoli in serenità, sicuri di divertirsi in modo costruttivo.

 


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