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Ci sono collaborazioni che iniziano con una telefonata.
Altre con una firma.
Questa con Kenwood in realtà, è iniziata molti anni prima.
È iniziata in un laboratorio di pasticceria, quando la cucina non era ancora qualcosa da raccontare sui social, ma un mestiere fatto di precisione, ritmo e continuità.
Per questo motivo quello che stai leggendo non è l’articolo con cui annuncio una collaborazione.
È il manifesto di un criterio.
Perché, se c’è una cosa che negli anni è cambiata profondamente, è il modo in cui scelgo gli strumenti destinati a entrare nella mia cucina.
E credo che oggi, più che mai, valga la pena parlarne.
Viviamo in un momento in cui tutto sembra dover essere sostituito continuamente.
L’ultimo modello.
Una funzione in più.
L’accessorio appena uscito.
L’idea che promette di semplificare tutto.
Con il tempo, però, mi sono accorta che la domanda giusta non è:
“Cosa c’è di nuovo?”
La domanda è un’altra.
“Di cosa avrò ancora voglia di circondarmi tra dieci anni?”
Perché ci sono oggetti che entusiasmano il giorno dell’acquisto.
E altri che migliorano la qualità della tua quotidianità ogni singolo giorno.
Sono quelli che finiscono quasi per diventare invisibili.
Non perché facciano poco.
Ma perché smetti di chiederti se saranno all’altezza.
Li usi.
Ti fidi.
E continui a farlo per anni.
Negli ultimi tempi mi sono resa conto che questo principio riguarda quasi tutto ciò che entra nella mia casa.
Compro meno.
Molto meno.
Ma scelgo con molta più attenzione.
Preferisco aspettare qualche mese in più e acquistare qualcosa destinato a durare, piuttosto che sostituire continuamente strumenti che non riescono davvero a entrare nella mia quotidianità.
Per me questa non è soltanto una scelta economica.
È una scelta di serenità.
Ogni oggetto affidabile elimina una piccola decisione.
Ogni strumento che funziona davvero riduce un po’ il rumore di fondo delle giornate.
Ed è esattamente la filosofia con cui è nato Contemporaneo Food.
Negli ultimi anni ho capito che il vero problema della maggior parte delle persone non è imparare una nuova ricetta.
Non è trovare ingredienti particolari.
Non è avere poca fantasia.
Il problema è riuscire a far entrare la cucina dentro vite già piene di lavoro, famiglia, sport, impegni e centinaia di piccole decisioni quotidiane.
Per questo motivo il mio lavoro non è mai stato semplicemente proporre ricette.
Cerco di costruire un modo diverso di vivere la cucina.
Le guide che trovi nello Shop, gli articoli del Magazine e il Metodo Contemporaneo Food nascono tutti dallo stesso principio: ridurre il carico mentale.
Con il tempo mi sono accorta che anche gli strumenti possono contribuire a questo obiettivo.
Non perché cucinino al posto nostro.
Ma perché possono togliere attrito.
Possono rendere più semplice preparare una base che utilizzeremo per più ricette.
Possono aiutare a organizzare meglio una settimana.
Possono trasformare preparazioni impegnative in gesti che trovano spazio anche nelle giornate più intense.
Uno strumento non cambia il modo in cui cucini.
Può cambiare il modo in cui vivi la cucina.
Ed è una differenza enorme.
Molto prima che esistesse questa collaborazione ho lavorato per diversi anni all’interno di una storica pasticceria di Torino.
Chi ha vissuto un laboratorio sa bene che lì dentro il tempo ha un valore diverso.
Le preparazioni si susseguono senza sosta.
Le quantità aumentano.
Le giornate iniziano presto e finiscono tardi.
Ricordo ancora il rumore continuo della planetaria che montava panna per ore.
Impasti.
Creme.
Preparazioni che richiedevano precisione e continuità.
In quel laboratorio non avevamo bisogno dello strumento più spettacolare.
Avevamo bisogno di quello di cui potersi fidare.
È proprio lì che ho imparato una lezione che non mi ha più lasciata.
La qualità non è quella che noti il primo giorno.
La qualità è quella che, dopo anni, ti permette di smettere completamente di pensarci.
È fiducia.
E la fiducia non nasce il giorno in cui acquisti uno strumento.
Nasce il giorno in cui smetti di chiederti se sarà all’altezza.
Per questo, quando oggi vedo un Kenwood nella mia cucina, non penso a una collaborazione.
Penso a una storia iniziata molto tempo fa.
Quando è arrivato il momento di scegliere quale modello rappresentasse davvero il mio modo di vivere la cucina, non ho avuto dubbi.
Ho scelto il Kenwood Cooking Chef perché è il modello che più di tutti interpreta la mia idea di cucina contemporanea.
Una cucina che non deve stupire.
Deve funzionare.
Una cucina che accompagna la quotidianità, ma che all’occorrenza è capace di affrontare anche preparazioni più complesse.
Dopo tanti anni trascorsi in laboratorio continuo ad apprezzare gli strumenti che uniscono affidabilità, precisione e versatilità.
Non quelli che promettono di fare tutto.
Quelli che, semplicemente, lavorano bene ogni giorno.
È questo che, per me, fa davvero la differenza.
Negli anni ho ricevuto molte proposte.
Alcune interessanti.
Altre molto generose.
Ma esiste una domanda che viene prima di qualsiasi contratto.
Ed è sempre la stessa.
Lo consiglierei anche se questa collaborazione non esistesse?
Se la risposta è no, preferisco rinunciare.
Perché una collaborazione dura qualche mese.
La fiducia costruita con una community dovrebbe durare molti anni.
È il motivo per cui negli ultimi tempi ho scelto di lavorare con pochissimi brand.
E il motivo per cui oggi questa collaborazione mi sembra la naturale prosecuzione di una storia già iniziata molto tempo fa.
Se hai scelto un Kenwood Cooking Chef, o stai pensando di farlo, probabilmente scoprirai presto una cosa.
Più lo utilizzi, più ti rendi conto che non è importante possederlo.
È importante imparare a sfruttarlo davvero.
Per questo da oggi nasce la categoria Kenwood Ambassador all’interno del Magazine di Contemporaneo Food.
Non sarà una raccolta di ricette sponsorizzate.
Vorrei che diventasse una biblioteca editoriale.
Uno spazio che continuerà ad arricchirsi nel tempo con ricette, preparazioni base, tecniche, idee stagionali, consigli sugli accessori, confronti, organizzazione della cucina e tutto ciò che potrà aiutarti a utilizzare il Cooking Chef con maggiore consapevolezza.
Mi piacerebbe che, tra qualche anno, questa fosse una di quelle sezioni del sito in cui si torna non perché c’è qualcosa di nuovo, ma perché si sa che qui si trova sempre un’idea, una risposta o uno spunto utile.
Se deciderai di acquistare un Kenwood Cooking Chef utilizzando il mio codice dedicato CONTEMP20, potrai scegliere tre accessori in omaggio del valore complessivo di circa 500 euro.
Se dovessi già avere il Cooking Chef di Kenwood, potrai acquistare i tuoi accessori preferiti con uno sconto del 20%.
Se non lo hai già fatto puoi cliccare qui Kenwood Cooking Chef per trovare tutte le informazioni aggiornate.
Ho scelto di raccontartelo soltanto alla fine perché credo che il valore di uno strumento non dipenda da una promozione.
Dipenda dal posto che saprà conquistarsi nella tua quotidianità.
Questa sezione non nasce per parlare di un marchio.
Nasce per parlare di un modo diverso di vivere la cucina.
Più sereno.
Più organizzato.
Più consapevole.
Negli anni ho imparato che la cucina non migliora perché abbiamo più strumenti.
Migliora quando scegliamo quelli giusti.
Quelli destinati a durare.
Quelli che restituiscono tempo invece di chiederne.
Quelli che, giorno dopo giorno, rendono più semplice prenderci cura di noi e delle persone che abbiamo intorno.
Alla fine gli strumenti non cucinano al posto nostro.
Ma possono cambiare il modo in cui viviamo la cucina.
Ed è esattamente questo il motivo per cui Kenwood entra oggi nel mondo Contemporaneo Food.
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