Sanificazione delle stoviglie nel ristorante: procedure e attrezzature corrette

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Quando un cliente si siede al tavolo di un locale, l’attenzione è subito catturata dalla pulizia dei bicchieri e dalla brillantezza dei piatti.
Questa perfezione visibile è possibile grazie a un processo rigoroso, strettamente necessario per la sicurezza alimentare e la tutela della salute.
Infatti, la sanificazione delle stoviglie all’interno di una cucina professionale è un elemento importante della gestione quotidiana, un passaggio molto più articolato rispetto alla semplice rimozione dello sporco.

Non ci si può affidare al caso o a procedure approssimative, perché questo espone seriamente l’attività a rischi igienici elevati.
È, invece, fondamentale conoscere profondamente le normative igienico-sanitarie in vigore.
Per eliminare germi e residui invisibili a occhio nudo, serve l’azione combinata di calore, forza meccanica e detergenti.
Tutto ha un ruolo determinante nel risultato finale, dalla temperatura dell’acqua di rete al preciso dosaggio del brillantante.

 

I requisiti tecnici delle attrezzature

Per ottenere risultati impeccabili dal punto di vista igienico, le dotazioni domestiche risultano del tutto inadeguate a sopportare carichi di lavoro importanti.
Proprio per questo motivo, l’acquisto di una lavastoviglie per ristorazione diventa fondamentale per qualsiasi imprenditore del settore gastronomico.
Queste macchine nascono specificamente per sopportare cicli continui e stressanti, in tempi di esecuzione estremamente brevi rispetto ai modelli casalinghi.

Mentre un elettrodomestico tradizionale impiega ore per completare un lavaggio accurato, le soluzioni progettate per i professionisti terminano il loro compito in una manciata di minuti.
Questo ritmo risulta indispensabile durante i servizi di punta della serata, quando il personale di sala ha bisogno di piatti puliti per far accomodare velocemente i nuovi ospiti.

La progettazione interna di queste apparecchiature prevede resistenze potenziate e pompe capaci di raggiungere in fretta le temperature richieste dalla legge.
I materiali impiegati per la costruzione, solitamente acciaio inox di alta qualità, resistono alla corrosione causata dai prodotti chimici aggressivi impiegati nei cicli intensivi.
La pressione dell’acqua erogata dai bracci rotanti è pensata per scrostare i residui tenaci senza danneggiare i bicchieri di cristallo più delicati.

 

Le fasi per un pulito sicuro

Il processo di igienizzazione inizia molto prima che piatti, pentole e posate vengano inseriti all’interno del cestello.
Un ciclo efficiente parte con la rimozione accurata degli avanzi di cibo, perché lasciare grossi residui sulle superfici vuol dire compromettere seriamente l’efficacia del lavaggio, intasare i filtri di scarico e costringere la macchina a un lavoro eccessivo del tutto inutile.

Una volta effettuata una rapida sciacquatura nel lavello, si può caricare il cestello prestando grande attenzione a non sovrapporre gli elementi tra loro.
L’acqua deve poter circolare liberamente, raggiungendo ogni singola zona da pulire.
Avviando il ciclo di una buona lavastoviglie per ristorante, si attivano diverse fasi ben distinte.

Per prima cosa avviene il lavaggio vero e proprio, dove l’acqua calda mescolata al detergente scioglie le molecole di grasso.
Subito dopo subentra il risciacquo, che elimina le tracce di sapone e abbatte definitivamente la carica batterica grazie a temperature altissime.
L’asciugatura rapida impedisce infine la formazione di aloni fastidiosi e previene la proliferazione di nuovi microrganismi causata dall’umidità stagnante.

 

La gestione precisa delle temperature e dei detergenti

L’azione disinfettante si basa costantemente su un delicato equilibrio chimico e termico.
Secondo le linee guida, la fase di lavaggio richiede solitamente un’acqua riscaldata tra i 55 e i 60 gradi centigradi.
Per il risciacquo finale, i parametri arrivano a toccare gli 80 o 85 gradi.

Il calore da solo, però, non è sufficiente per ottenere una pulizia perfetta.
È altrettanto determinante per la riuscita delle operazioni l’uso di liquidi bilanciati.
Ogni lavastoviglie per ristoranti necessita di detergenti professionali ad alta concentrazione, capaci di sgrassare a fondo senza rovinare i materiali o opacizzare il vetro.
Il brillantante, inoltre, riduce la forza di coesione dell’acqua, permettendo alle gocce di scivolare via velocemente senza lasciare macchie di calcare.

 

La sicurezza alimentare è una priorità assoluta

Il rispetto rigoroso delle normative igieniche in vigore non serve unicamente a evitare pesanti sanzioni durante i controlli delle autorità sanitarie competenti.
Si tratta a tutti gli effetti di un vero e proprio patto di fiducia stipulato con i clienti che scelgono di sedersi a un tavolo e consumare un pasto in totale serenità.

Basta un solo elemento della catena che viene trascurato (procedure corrette, formazione del personale o macchinari moderni) per determinare conseguenze pesanti sull’intera struttura organizzativa.

La pulizia profonda con una lavastoviglie professionale per ristorante tutela la reputazione del locale.
E per questo motivo è importante investire le risorse necessarie in tecnologie di lavaggio avanzate, oltre che dedicare il giusto tempo alla formazione dei dipendenti, perché possano usare la lavastoviglie da ristorante e tutti gli altri elettrodomestici presenti in cucina in maniera attenta, senza sprechi e con una qualità ineccepibile.

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