Alle origini del gelato: dai primi coni al fenomeno GROM

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Ci sono cibi ‘alla moda’, sdoganati negli ultimi anni e destinati, probabilmente, a finire presto nel dimenticatoio.
Come i fiori commestibili, diventati un must dei piatti che si vedono in quei programmi che portano la cucina (non) tradizionale in televisione.
E poi ci sono alimenti che hanno attraversato i secoli, magari trasformandosi ma senza perdere la propria autenticità.
È il caso del gelato italiano, un classico delle uscite con gli amici e delle passeggiate estive.
Non è facile attribuire un’unica paternità al gelato: le primissime attestazioni sembrerebbero essere presenti nella Bibbia, nell’episodio in cui Isacco offre ad Abramo un misto di latte di capra e neve. Per altri, furono gli Antichi Romani a portare il gelato in tavola, con le loro “nivatae potiones” che assomigliavano al dessert moderno di cui tutti sono ghiotti.
In realtà, il gelato così come lo intendiamo oggi sembra essere nato a Firenze nel 1500 per opera dell’architetto Bernardo Buontalenti: fu lui, rompendo con il passato e aprendo la strada al futuro, ad utilizzare la panna, il latte e le uova. L’innovazione ebbe così tanto successo da superare i confini nazionali: Francesco Procopio dei Coltelli, un gentiluomo palermitano, aprì alla corte del Re Sole il primo caffè-gelateria della storia mentre Filippo Lenzi, alla fine del XVIII secolo, alzò il sipario sulla prima gelateria in terra americana.

Il fenomeno GROM e il gelato di qualità

Nel corso degli anni, il gelato italiano ha subìto molteplici trasformazioni, finendo nei barattoli, arrivando nelle case in una vaschetta o diventando a forma di biscotto.
In Italia, la garanzia del gelato alta qualità è firmata GROM, celebre marchio del nostro Paese famoso in tutto il mondo.
Il gelato GROM è nato in un caldo 17 agosto del 2002.
Come raccontato dal fondatore Guido Martinetti, la svolta arrivò a seguito dalla lettura di un articolo “di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food. Diceva che in Italia nessuno fa più il “gelato come una volta”. Parlava di un gelato di alta qualità, con ingredienti di origine naturale, senza aromi, senza emulsionanti, senza coloranti!”.
Il resto è storia nota, di quelle che già si studiano sui libri sulla di gastronomia: nel maggio 2003 l’idea divenne realtà, con l’inaugurazione di un negozio i 25mq nel centro di Torino.
L’obiettivo, realizzato, era regalare agli italiani un gelato puro, autentico e senza scorciatoie, ovvero privo di coloranti e aromi e prodotto solamente con la migliore frutta dei consorzi d’Italia.
Tutto il gusto di una merenda che piacesse a tutti, grandi e piccoli, bambini e adulti.
Oggi, a quasi 20 anni di distanza dall’apertura del primo negozio, GROM è un fenomeno di caratura mondiale che, non per questo, ha smesso di essere fedele ai propri principi.
Le gelaterie sono un’eccellenza italiana presente in diverse città, da Parigi a Londra e Praga.
Tra i gusti più amati, vale la pena citare il sorbetto al ‘limone di Siracusa Igp’, il gelato al Torrone Barbero d’Asti, il gelato al caffè Guatemala e il sorbetto al cioccolato Ecuador: ovviamente, tutti realizzati rigorosamente con ingredienti di prima scelta e senza emulsionanti.

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