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Vin Santo: caratteristiche e abitudini

Vin Santo: caratteristiche e abitudini

Il Vin Santo del Chianti non è solo un semplice vino, è il simbolo dell’amicizia e della condivisione in Toscana.
In questa regione, infatti, il Vin Santo è tradizionalmente consumato durante i momenti più importanti della vita familiare.
Si tratta di un vino dolce ma al contempo aromatico, caratterizzato da un colore scuro, di tonalità che vanno dal dorato fino all’ambrato, che racchiude la storia e le tradizioni della Toscana.

Come viene prodotto?

Il Vin Santo del Chianti viene prodotto utilizzando principalmente uve bianche, come la Malvasia e il Trebbiano Toscano.
Tuttavia, esiste anche una variante particolare definita “Vinsanto occhio di pernice”, realizzata con uve rosse, in particolar modo con Sangiovese.
Tutte le uve vengono selezionate con cura durante la vendemmia e lasciate appassire in una stanza dedicata, definita appassitoio, ben areata per evitare la formazione di muffa.
Qui l’uva viene adagiata su grate formate da canne chiamate “cannicci” oppure appesa a dei ganci, per un periodo che va da dicembre a marzo.
Solo le uve più sane al termine del processo vengono pigiate per ottenere il mosto.
Il mosto, a sua volta, viene lasciato fermentare in botti di piccole dimensioni, con una capienza tra i 50 e i 200 litri, che vengono posizionate nella vinsantaia.
In questo luogo, il vino riposa per almeno tre anni, per sviluppare tutti i suoi aromi peculiari.

Le caratteristiche organolettiche

Il Vin Santo del Chianti si presenta al naso con una vasta gamma di aromi intensi: note di frutta secca (come uva passa, albicocca, datteri e fichi) si mescolano alle sfumature di miele, con accenni agrumati.
Al palato si presenta caldo, intenso, persistente e viscoso, con un gioco di contrasti bilanciati che vanno dal mallo di noce agli accenni di spezie.
Tutte queste caratteristiche rendono il sorso setoso e avvolgente, ma al contempo complesso, una vera rappresentazione dei sapori toscani.

A quale cibo abbinarlo

Spesso il Vin Santo viene servito come digestivo o in accompagnamento ai dolci della tradizione toscana, come ad esempio i cantucci.
Ovviamente i cantucci non sono solo gli unici dolci abbinabili a questo vino particolare, infatti, essendo un vino adatto per le feste, può essere degustato insieme ad altre leccornie, come i ricciarelli, i cavallucci e il panforte.
Viene molto apprezzato anche con le torte lievitate, come ad esempio il castagnaccio o i ciambelloni.
Un abbinamento insolito è quello con i formaggi dalla lunga stagionatura o con i formaggi erborinati come, ad esempio, il famoso gorgonzola dolce.
Tale abbinamento è possibile grazie all’equilibrio del Vin Santo; infatti, la morbidezza, la persistenza e l’acidità che caratterizzano questo vino sono molto equilibrati tra di essi e si sposano bene con il sapore dei formaggi.

Ottimo anche da solo

Viste le caratteristiche e l’aroma del vin Santo è consigliabile sorseggiarlo lentamente e senza fretta.
Viene definito “vino da meditazione” in quanto può essere degustato da solo e in purezza in modo da coglierne ogni aroma e ogni sfumatura del suo gusto particolare.
Inoltre è possibile degustare un bicchiere di Vin Santo dopo un pasto in modo da facilitare la digestione e chiudere in bellezza la cena o il pranzo.


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