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L’INCI di un prodotto cosmetico: che cos’è e come leggerlo

Eccoci finalmente con il nuovo appuntamento del venerdì con la rubrica Beauty&Fashion scritta a quattro mani da me e Noemi Milieri, onicotecnica e truccatrice nonché grande appassionata di moda.
Oggi vi vogliamo parlare dell’INCI dei prodotti cosmetici spiegandovi cosa sia e come fare a leggerlo al meglio per capire davvero bene cosa contengono le varie creme e trucchi che siamo soliti comprare.
Io per prima, vi confesso, non ero informatissima su tutto quello che c’è da sapere su questo argomento molto importante visto che ci svela in modo abbastanza esaustivo e veritiero cosa contengono i cosmetici che ci mettiamo in viso e su tutto il corpo.
Ecco cosa ci spiega Noemi sull’INCI.

L’INCI: che cos’è?

L’INCI, (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è l’elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard.
E’ un termine relativamente giovane che è diventato di uso comune a partire dal 1997, quando è diventato obbligatorio per le case cosmetiche scrivere su ogni prodotto il proprio inci, che riporta in ordine decrescente, (dal prodotto presente in quantità maggiore a quello presente in quantità sempre minore), l’elenco degli ingredienti di cui è composto.
Lo scopo originario era quello di mostrare al consumatore le sostanze alle quali poteva essere allergico.

L’INCI: come leggerlo

La lettura dell’INCI non è immediata: oggi pare che solo una donna su tre legga l’etichetta-INCI e risulta che la sua comprensione sia davvero complessa.
I vari ingredienti sono scritti secondo una nomenclatura standard ma questo non agevola comunque le cose: la maggioranza dei termini di questo codice è in inglese, sostanzialmente quindi tutte le sostanze che hanno subito una trasformazione chimica, mentre in latino sono scritti i termini riferiti ai nomi botanici e agli ingredienti presenti nella farmacopea.
Gli eventuali coloranti sono classificati secondo le numerazioni stabilite dal Colour Index, che prevedono una sigla di 2 lettere seguite da 5 cifre (esempio CI 77266 per indicare il pigmento nero, presente nelle matite per occhi).
Diciamo che per semplificare al massimo le cose “più l’INCI è scritto in latino, più il prodotto che stiamo acquistando dovrebbe essere naturale.

Una volta capita questa cosa fondamentale si può partire dall’ordine degli ingredienti, i quali sono elencati a seconda della quantità, in ordine decrescente (da quello che pesa di più a quello in minor quantità).
Spesso il primo ingrediente è l’acqua (water), in quanto molti prodotti sono a base acquosa.
Viceversa, quelli a base oleosa partono dall’indicazione dell’olio principale (oil preceduto dal nome del tipo di olio).
I componenti presenti in quantità minore dell’1% possono essere inseriti in ordine sparso.
Successivamente dobbiamo tradurre tutti i termini in inglese e in latino che leggiamo tenendo presente che nel prodotto finito, proprio per risultare tale saranno contenuti anche diversi
 additivi, che legano insieme i vari ingredienti di una ricetta.
Questi sono in sostanza dei
 tensioattivi in senso generico: sono sostanze che rendono più gradevole una crema, per esempio più scorrevole sulla pelle e di facile assorbimento.
Ci sono poi anche gli 
emulsionanti, che servono a realizzare la texture del prodotto, e i conservanti, che permettono che questo non vada a male, una volta aperto e “inquinato” dalle dita usate per prelevarne un po’.
Per fortuna non sempre tutti questi additivi sono chimici: molti infatti sono di derivazione vegetale.

Come riconoscere un buon INCI

Possiamo riconoscere un INCI buono innanzitutto quando gli ingredienti reclamizzati sulla confezione come principali, pensiamo per esempio ad una crema all’aloe, appaiono per primi nel famoso elenco sul retro dell’etichetta.
Ancora, quando troviamo molti nomi scritti in latino e altrettanti che non contengono suffissi come …one o …xane (che indicano siliconi) o suffissi come …ben o …bene che indicano invece i parabeni.
Sia i siliconi che i parabeni sono quelle sostanze che lasciano la pelle subito molto liscia e setosa ma che in realtà non le permettono di respirare.

Un esempio concreto di cosa non dovrebbe contenere un INCI di una buona crema

Una buona crema per il viso per esempio NON dovrebbe contenere scritte come:
– Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum
– Sigle come EDTA, MEA, TEA, MIPA
– Ingredienti altamente allergizzanti, come: Triclosan e Imidazolidinyl urea, DMDM Hydantoin, Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, utilizzati come conservanti
– Siliconi come Poliquaternium-80, Dimethicone e Amodimethicone, inquinanti e capaci di creare una pellicola

Perché optare per prodotti naturali

Scegliere prodotti naturali, con buon INCI, è una scelta vicina all’ambiente e alle persone: anche se una parte chimica all’interno ci dovrà comunque sempre essere, questa dovrà definirsi  “verde” e amica della pelle, ovvero le sostanze presenti devono essere create in laboratorio, ma sostenibili e biodegradabili.
I prodotti naturali tendenzialmenete contengono componenti “amici” della nostra pelle come aloe vera, burro di karite’, olio di argan.
Un altro vantaggio del cosmetico naturale e’ una maggiore attenzione alla filiera produttiva, non solo per la provenienza delle materie prime ma anche per i processi di lavorazione che devono essere a basso impatto ambientale, minimizzare i consumi di energia ed evitare l’impiego di sostanze pericolose sia per quanto riguarda il cosmetico sia per il contorno quali packaging e comunicazione.

Lo sai che…

Ultimamente Garnier si è adoperata molto per rendere le etichette dei prodotti di gran lunga più comprensibili indicando la fonte naturale da cui proviene un determinato ingrediente e la traduzione in italiano di quei termini che sono senz’altro poco chiari a chi non ha studiato chimica.
Pensiamo per esempio a termini come Sodium Phytate che è la “crusca di riso” oppure Arginine che sta ad indicare la fermentazione di zucchero.
Insomma…a trasparenze potrebbe andare sicuramente meglio ma di certo questo è un passo in direzione di noi consumatori che ricerchiamo la qualità dei prodotti che compriamo qualsiasi essi siano.

 

 


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