Patate dolci americane: stagionalità, proprietà e controindicazioni

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Le patate dolci sono dette comunemente anche americane o “Batate“: in effetti si chiamano così (anche se potrebbe sembrare un errore) perché questa materia prima non è propriamente un tibero come le patate comuni ma una radice tuberosa della specie Ipomea batatas, originaria dell’America Centrale e Meridionale e portata poi anche in Europa e in Asia.
Oggi la patata dolce viene coltivata anche in Italia, soprattutto in Puglia e Veneto:  famosa infatti la patata dolce di Anguillara dalla polpa bianca e particolarmente dolce.

Batata dolce: caratteristiche

Di lei ne esistono numerose specie, alcune delle quali addirittura velenose per l’uomo.
La batata americana è comunemente detta patata dolce grazie all’elevato contenuto in glucidi semplici che le conferiscono il sapore tipicamente edulcorato.
La radice tuberosa, ovvero la parte commestibile, è grossa, leggermente affusolata, con buccia liscia e dal colore che oscilla tra il giallo, l’arancione, il rosso, il marrone, il viola e il beige.
La polpa della batata americana sfuma tra il beige, il bianco, il rosso, il rosa, il viola, il giallo, l’arancione e il viola.
Quelle bianche o gialle, che alla fine sono le più diffuse in Italia, sono le meno dolci e succulente delle altre.
L’aspetto ricorda, appunto, quello delle patate anche se il sapore è molto diverso.
In cucina possono essere utilizzate in tantissime preparazioni dolci e salate: la prima cosa da imparare è che le batate dolci chiare vanno meglio per le preparazioni dolci e sono buone anche mangiate da sole, semplicemente bollite.
Quelle a pasta arancio, al contrario sono perfette per la preparazione di ricette salate di ogni tipo.
Dal punto di vista nutrizionale, apporta prevalentemente carboidrati (in prevalenza complessi), ha un’ottima quantità di fibre e un’elevata concentrazione di retinolo, di poco inferiore a quella delle carote.

Batate dolci americane: valori nutrizionali e proprietà

La batata è stata eletta come il vegetale più salutare dal CSPI-Center of Science in the Pubblic Interest.
Con poche calorie e zero grassi, le patate dolci forniscono minerali, vitamine, carotenoidi.
Le batate americabe hanno un alto contenuto di vitamina B6 che aiuta a prevenire le malattie degenerative e gli infarti.
Sono una fonte di vitamina C che combatte l’influenza e il raffreddore: importante è anche il contenuto in vitamina A.
Aiutano la digestione e la cicatrizzazione, grazie alla sua produzione di collagene che mantiene la pelle giovane e elastica.
Contengono vitamina D, essenziale per il sistema immunitario ed importante regolatrice del livello di energia e dell’umore.
Aiutano a mantenere le ossa sane e agiscono come supporto alla ghiandola della tiroide.
Contengono ferro, che produce globuli bianchi e rossi e ci aiutano a resistere allo stress e a metabolizzare le proteine.
Hanno un alto apporto di magnesio, un minerale con funzioni anti stress e rilassante, essenziale per mantenere cuore, sangue, ossa e muscoli sani.
Presentano alti livelli di potassio che aiuta a regolarizzare il battito cardiaco e gli impulsi del sistema nervoso, controllando allo stesso tempo l’attività dei reni.
Da tenere presente poi che i loro zuccheri naturali vengono rilasciati lentamente nella circolazione aiutando quindi a bilanciare e regolare i livelli di energia.
Poco caloriche, 100 grammi apportano infatti circa 90 kcal contengono prevalentemente carboidrati complessi.
Possono infatti essere consumate anche da chi è a dieta.
I grassi sono quasi inesistenti e contengono poche proteine, il contenuto di fibra invece è discreto.
Ben il 74% circa del loro contenuto è rappresentato da acqua.
Essendo naturalmente priva di glutine, la batata può essere consumata senza problemi da chi sia affetto da celiachia, come sostituto del pane, ad esempio, o in alternativa alle patate comuni.

Le patate dolci se sei a dieta

Per chi è a dieta dimagrante, laradice tuberosa si dimostra saziante e ipocalorica, se non troppo condita.
Secondo i nutrizionisti, la batata potrebbe essere consumata con frequenza, più volte alla settimana, per ricavarne benefici.
Anche i bambini possono giovarsi delle doti dell’ortaggio: un cibo da offrire dopo i 6 mesi d’età.

Stagionalità

Le patate dolci si trovano facilmente nel periodo autunnale, indicativamente da settembre a novembre.
E’ possibile acquistarle durante tutto l’anno sui banchi del mercato.

Come scegliere e conservare bene la patata dolce

È bene scegliere patate dolci dalle dimensioni contenute, con la buccia non ammaccata e senza punti molli, poco fibrosa e con pochi filamenti: la polpa deve presentarsi compatta.
Una volta acquistate le patate dolci possono essere conservate anche qualche mese in un luogo buio e asciutto (una cantina o una veranda sono perfette) nei periodi più freddi.
È importante non conservarle mai in frigorifero.

Quando è meglio non mangiare le patate dolci

Il consumo di patata dolce potrebbe interferire con l’azione dei diuretici.
Le  persone predisposte allo sviluppo di calcoli, dal momento che le patate dolci contengono acido ossalico dovrebbero consumarle con grande moderazione.
Inoltre, in virtù del loro effetto lassativo e della presenza di fibre, dovrebbero porre attenzione e possibilmente parlarne con un medico o un professionista della nutrizione le persone affette da diverticolite e ulcere.

Curiosità sulla patata dolce

In Sud America il suo succo viene mischiato a quello del lime e diviene una tintura per tessuti.
Variando le proporzioni si possono ottenere moltissime sfumature dal rosa al nero!
Nella State University del Nord Carolina invece stanno coltivando diverse varietà di patata dolce da impiegare nella produzione di biocarburante.

 

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