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Ci sono ricette veloci e ricette che chiedono pochissimo lavoro, ma un po’ di pazienza.
Questi finocchi confit alla mediterranea appartengono decisamente alla seconda categoria.
Si tagliano a metà, si mettono in padella con pomodorini, cipolla, semi di cumino e un cucchiaino di zucchero e poi si lasciano cuocere lentamente per oltre un’ora.
Non c’è praticamente nulla di complicato da fare.
Bisogna solo concedere ai finocchi il tempo di trasformarsi.
Ed è proprio la cottura a rendere interessante questa ricetta di ispirazione corsa: partiamo da una verdura fresca, croccante e molto aromatica e arriviamo a qualcosa di completamente diverso, morbido al punto da sciogliersi quasi in bocca, dolce, profumato e avvolto dal fondo di pomodoro e cipolla.
Una di quelle preparazioni che ricordano quanto facile e veloce non siano necessariamente sinonimi.
Siamo abituati soprattutto al finocchio crudo.
Croccante, fresco, tagliato sottile nelle insalate oppure mangiato così com’è.
Quando lo cuociamo velocemente conserva ancora parte di quella consistenza.
Con una cottura lunga succede invece qualcosa di molto più interessante.
La struttura progressivamente cede, il gusto diventa più morbido e la componente aromatica tipica del finocchio perde parte della sua irruenza.
Nel frattempo assorbe ciò che ha intorno.
In questa ricetta significa pomodoro, cipolla e cumino.
Alla fine non abbiamo semplicemente dei finocchi cotti con un condimento: abbiamo dei finocchi che hanno assorbito il condimento durante tutta la cottura.
È per questo che non cercherei scorciatoie.
Se vogliamo quel risultato quasi fondente, l’ora abbondante sul fuoco non è tempo perso: è un ingrediente della ricetta.
La base è semplicissima.
La cipolla durante la lunga cottura diventa dolce e morbida.
I pomodorini rilasciano il loro succo e progressivamente si concentrano, creando il fondo nel quale cuociono i finocchi.
Poi arrivano i semi di cumino.
Ed è probabilmente l’ingrediente che allontana maggiormente questa preparazione dal classico finocchio in padella.
Il cumino ha un profumo caldo, terroso, leggermente pungente.
Ne basta poco per spostare il gusto del piatto verso un territorio più mediterraneo e speziato senza coprire la delicatezza del finocchio.
Io ho abbondanto mentre ho usato con parsimonia l’origano secco.
Infine c’è quel cucchiaino di zucchero.
Non serve a rendere dolce la preparazione.
In una quantità così piccola aiuta piuttosto ad accompagnare la naturale dolcezza che cipolla, pomodoro e finocchio sviluppano durante la cottura e a creare quel fondo morbido e concentrato che caratterizza il piatto.
Questa è anche una ricetta che arriva nel momento giusto.
Secondo il calendario della stagionalità del CREA, i finocchi entrano pienamente nella loro stagione da ottobre e ci accompagnano per tutto l’inverno fino alla primavera.
Vale quindi la pena non considerarli soltanto una verdura da insalata.
Nei prossimi mesi possiamo arrostirli, gratinarli, brasarli, utilizzarli nelle zuppe oppure, come in questo caso, lasciarli cuocere lentamente fino a cambiarne completamente consistenza.
Quando li acquistiamo cerchiamo bulbi sodi e compatti, senza parti eccessivamente molli o danneggiate.
Se sono presenti le barbe, devono apparire ancora fresche: non buttiamole automaticamente, perché possono essere utilizzate come erba aromatica per completare altre preparazioni.
In questa ricetta i finocchi vengono tagliati semplicemente a metà.
Ed è importante.
Tagliarli molto più piccoli accorcerebbe certamente i tempi, ma cambierebbe il risultato.
Qui vogliamo che rimangano riconoscibili, che possano essere portati nel piatto come veri protagonisti e che la cottura proceda lentamente dall’esterno verso il cuore.
Alla fine il coltello deve incontrare pochissima resistenza.
Il risultato che cerchiamo non è “finocchio cotto ma ancora croccante”.
È esattamente l’opposto.
Deve essere tenerissimo.

La parola confit viene dalla cucina francese e indica, nella sua accezione classica, una cottura lenta e a temperatura dolce, tradizionalmente effettuata nel grasso.
Oggi il termine viene utilizzato in cucina anche in maniera più ampia, soprattutto parlando di verdure, pomodori e frutta: ciò che rimane centrale è l’idea di una cottura lenta, delicata e senza rosolature aggressive, che concentra i sapori e porta l’ingrediente a diventare particolarmente morbido.
Questi finocchi ne sono una versione molto semplice e domestica.
Non abbiamo bisogno di sommergerli nell’olio.
Utilizziamo però una quantità generosa di olio extravergine, pochissima acqua e un fuoco molto basso, lasciando che finocchi, pomodorini e cipolla cuociano lentamente nel loro stesso fondo.
La padella va tenuta coperta per gran parte della cottura: l’umidità che si crea permette ai finocchi di ammorbidirsi progressivamente senza asciugarsi.
Se durante la cottura il fondo dovesse ridursi troppo prima che siano tenerissimi, possiamo aggiungere pochissima acqua.
Dopo circa un’ora — qualcosa in più se i finocchi sono particolarmente grandi — la prova migliore rimane il coltello: deve entrare nella parte più spessa quasi senza incontrare resistenza.
A quel punto possiamo togliere il coperchio e lasciare restringere il fondo per gli ultimi minuti.
Pomodorini e cipolla saranno quasi disfatti, i loro succhi si saranno mescolati all’olio e intorno ai finocchi rimarrà un condimento lucido, concentrato e profumato.
È questo il risultato che cerchiamo.
Non una verdura semplicemente lessata o stufata, ma un finocchio quasi fondente, che conserva la propria forma e poi praticamente si scioglie in bocca.
Possiamo naturalmente servire questi finocchi come contorno caldo, soprattutto quando abbiamo voglia di qualcosa di più particolare delle solite verdure saltate velocemente in padella.
Hanno quella consistenza morbida e quel fondo profumato che li rende quasi una piccola coccola autunnale.
Ma io li vedo molto bene anche in un’altra veste.
Aggiungendo ricotta o un altro formaggio fresco, del buon pane e magari qualcosa di fresco o croccante accanto, possiamo costruire intorno ai finocchi un pasto semplice e soddisfacente.
La delicatezza lattica della ricotta funziona particolarmente bene con il pomodoro, il cumino e la dolcezza del finocchio cotto lentamente.
Ed è un modo interessante per cambiare prospettiva: la verdura non deve essere necessariamente la piccola porzione laterale del piatto.
Può essere ciò da cui partiamo per decidere la cena.
Cerchiamo spesso nuovi ingredienti per rendere più interessanti le verdure.
Questa ricetta racconta quasi il contrario.
Finocchi, pomodorini, cipolla, cumino. Poco altro.
La vera trasformazione avviene grazie alla cottura.
È una cosa che vale la pena ricordare perché, cambiando tecnica, possiamo ottenere esperienze completamente diverse dallo stesso ingrediente.
Un finocchio crudo è fresco e croccante.
Arrostito acquista note più concentrate e bordi dorati.
Cotto lentamente in padella diventa morbido, succoso e quasi fondente.
Non abbiamo bisogno ogni volta di inventare qualcosa di nuovo.
A volte basta trattare diversamente qualcosa che conosciamo già.
Ed è esattamente quello che succede con questi finocchi alla mediterranea.
Facilissimi da preparare, decisamente poco impegnativi.
Serve soltanto una cosa che nelle ricette veloci tendiamo a dimenticare: un po’ di tempo.
Se ami i finocchi e cerchi altre ricette segui questo link per scoprire tante idee sfiziose da preparare per cena.
Concludo sempre augurandoti che “la creatività sia con te!”
#INCUCINASTAISENZAPENSIERI
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